Raccolto ben oltre la soglia dei 5 milioni di tonnellate. Bilancio positivo anche in Nord America e in Australia
la Redazione
Annata di carica per il granaio Italia nel 2008. Al balzo in avanti degli investimenti, incoraggiati dal caro-cereali e dall’azzeramento del set aside (la messa a riposo obbligatoria di una quota dei terreni coltivati), deliberato da Bruxelles per svincolare ettari inutilizzati e sopperire ai vuoti d’offerta europei, ha fatto riscontro a giugno un’ottima performance di resa. Un risultato, nella media nazionale, superiore anche alle attese iniziali, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno specializzate nella coltivazione del grano duro – prodotto di base per semole e paste alimentari – dove l’andamento climatico è apparso particolarmente favorevole. >Per favore fai il Login o

