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La pasta italiana in Russia e in Europa dell’Est

Pubblicato da: Pastaria | 22 Dicembre 2009 | Letture: 198 | Versione stampabile

Pubblichiamo un’analisi tecnico-giuridica delle norme in materia di conformità di prodotto e di etichetta vigenti in Russia e in Europa dell’Est

di Massimo Buonavita

La Russia e l’Europa dell’Est sono aree geografiche in fase di sviluppo dove la richiesta di prodotti alimentari italiani è in aumento, e dove pertanto le aziende italiane hanno considerevoli opportunità di espansione.
Tuttavia, tutti questi mercati sono anche caratterizzati da un certo protezionismo a favore delle produzioni locali, che si concretizza non solo nell’applicazione delle consuete misure fiscali nei confronti dei prodotti entranti, ma anche nell’applicazione particolarmente rigorosa delle normative alimentari sulla conformità di prodotto e sull’etichettatura di quanto viene importato.
Come vedremo, infatti, la Russia possiede una disciplina igienico-sanitaria molto dettagliata e richiede che tutti gli alimenti importati sul suo territorio ottengano una certificazione obbligatoria, mentre in altri paesi dell’area est-europea vengono applicate interpretazioni molto rigorose delle normative sull’etichettatura dei prodotti alimentari.
Anche per la Russia e l’Europa dell’Est, quindi, ci troviamo di fronte a grandi opportunità commerciali ma anche a difficoltà di tipo legale che devono essere prese in considerazione prima di intraprendere l’esportazione dei prodotti.
Le problematiche che abbiamo voluto affrontare in questa sede sono quelle che a nostro parere le aziende italiane dovrebbero conoscere meglio se intendono commercializzare pasta nell’area in questione, e cioè:
• le regole dell’etichettatura in Russia e nell’Europa dell’Est;
• le problematiche di tipo igienico-sanitario in Russia;
• la certificazione GOST-R.

Le regole dell’etichettatura in Russia e nell’Europa dell’Est
Le normative sull’etichettatura di tutti i paesi dell’area sono abbastanza compatibili fra di loro e, nel complesso, traggono tutte ispirazione dal modello giuridico comunitario “codificato” nella direttiva 2000/13/CE.
Questa considerazione del resto è ovvia per l’intera Europa dell’Est, che fa ormai parte dell’Unione europea e pertanto ha adottato il suo diritto industriale armonizzato, compreso quello che disciplina il settore alimentare. Per favore fai il Login o registrati per continuare la lettura.

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Pubblicato in: Articoli, Pastaria 18 |
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