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Frode e sofisticazione: pochissimi i pastai coinvolti
Pubblicato da: Pastaria | 21 Dicembre 2009 | Letture: 116 | Versione stampabile
Su oltre quattrocentoventi condanne penali per frode e sofisticazione alimentare, nel periodo 2000-2008, non sono più di una dozzina quelle riguardanti produttori, distributori e somministratori di pasta alimentare. Davvero pochissimi i produttori coinvolti, a testimonianza di una generale buona prassi operativa e di un diffuso rispetto delle norme tra gli operatori del comparto. L’articolo presenta i dati e descrive le fattispecie di reato più ricorrenti.
di Lino Vicini
Per chi si occupa di diritto penale alimentare l’elenco delle sentenze di condanna per frode alimentare, pubblicato periodicamente dal Ministero della Salute, è una preziosa fonte di informazioni, nonostante le molte lacune e la incompletezza dei dati riportati.
Prima di analizzare e commentare il materiale relativo agli ultimi anni è necessario fare un passo indietro e far comprendere ai lettori le motivazioni che hanno portato il legislatore alla pubblicazione di tale elenco.
La legge 462 del 1986, emanata all’epoca dello scandalo del vino al metanolo, prevede l’istituzione presso il Ministero della Sanità (oggi della Salute) dell’elenco pubblico delle ditte commerciali e dei produttori che abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato per reati di frode e sofisticazione alimentare.
Il ministero avrebbe dovuto pubblicare ogni anno sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana l’elenco delle condanne intervenute nell’anno precedente. br>Per favore fai il Login o
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Argomenti principali: controlli ufficiali, legislazione, pasta, pasta fresca, pasta secca, sicurezza
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